Il futuro della Manifattura sud torna al centro del dibattito a Lucca dopo l’intervista rilasciata dal sindaco Mario Pardini al Tirreno sull’esito negativo della procedura per la concessione dell’area. Il primo cittadino ha sostenuto che il Comune non sia tornato all’anno zero, lasciando aperto il dialogo con Polimea e prospettando l’individuazione di uno strumento amministrativo diverso.
Secondo Pardini, accanto alla vocazione socioculturale e formativa, il progetto di recupero dovrebbe comprendere anche funzioni commerciali, direzionali, ricettive e residenziali, così da garantire la sostenibilità economica dell’operazione. Su queste ipotesi interviene Umberto Franchi, già dirigente sindacale della Cgil, che giudica contraddittore il ragionamento del sindaco e chiede maggiore chiarezza sulle prospettive dell’ex Manifattura tabacchi.
I dubbi sulla procedura
Franchi osserva che, dopo un iter durato oltre tre anni e accompagnato da un’indagine di mercato, il confronto con Polimea non avrebbe portato neppure alla valutazione nel merito delle attività inserite nel progetto. Da qui la domanda rivolta all’amministrazione: che cosa sarebbe stato discusso durante tutto questo periodo, se la proposta non è mai stata esaminata nella sua sostanza?
L’ex sindacalista sostiene che, prima di scegliere una procedura e avviare una gara pubblica, sarebbe stato necessario conoscere a fondo le intenzioni dei soggetti interessati e verificare la coerenza delle attività proposte con l’interesse dei cittadini. A suo giudizio, il fallimento della procedura non può essere ricondotto soltanto all’inadeguatezza dello strumento amministrativo.
Franchi contesta anche l’idea di ampliare il progetto per renderlo più appetibile a nuovi interlocutori. L’apertura a funzioni commerciali, turistiche e alberghiere, afferma, rischierebbe di allontanare la destinazione dell’area dalla sua vocazione sociale, culturale, formativa e artistica. Il riferimento alla sostenibilità economica, aggiunge, non dovrebbe trasformarsi in una prevalenza degli interessi privati e speculativi.
Un confronto pubblico e la memoria del lavoro
Nel suo intervento, Franchi richiama anche l’ipotesi di un partenariato speciale pubblico-privato, ricordando che questo strumento prevede una coprogettazione tra soggetti pubblici e privati orientata all’interesse generale, anziché uno scambio rigido di prestazioni. Per questo chiede all’amministrazione di chiarire quale ruolo intenda assegnare alla Manifattura nei prossimi dieci o vent’anni.
L’ex dirigente propone quindi la convocazione in tempi brevi di un consiglio comunale aperto alla cittadinanza e alle associazioni, dal quale far partire un tavolo di confronto sul futuro dell’area e sugli obiettivi del recupero. Il coinvolgimento di amministratori, associazioni, imprenditori e professionisti, auspicato dal sindaco, dovrebbe così tradursi in un percorso pubblico e condiviso.
Franchi conclude riportando l’attenzione sulla storia delle lavoratrici e dei lavoratori della Manifattura e della Cucirini Cantoni Coats, considerati protagonisti della crescita economica, sociale e culturale della città. La sua proposta è realizzare un museo del lavoro capace di conservare la memoria delle attività svolte nelle aziende e del ruolo avuto dal movimento operaio nella storia di Lucca.