Il 31 agosto 2026 torna al centro del dibattito il tema della piscina comunale di Lucca. Mentre sono iniziati i lavori per il Palazzetto Silver, dalle documentazioni disponibili emerge un concept elaborato nel 2023 dall’architetto lucchese Pietro Carlo Pellegrini per la realizzazione di un impianto natatorio nell’area ex Croce Rossa di via delle Tagliate, lo stesso comparto successivamente individuato dall’amministrazione Pardini per il nuovo palazzetto.
La coincidenza della localizzazione riapre la discussione sul futuro degli spazi sportivi pubblici. Il progetto è tornato d’attualità anche a seguito della nuova iniziativa di Alleanza Verdi e Sinistra-Europa Verde, che ha proseguito la raccolta di firme per chiedere una piscina comunale pubblica, accessibile e realizzata senza ulteriore consumo di suolo. La proposta di Pellegrini rappresentava una possibile risposta sul piano progettuale, ma non è mai arrivata allo stadio di intervento approvato.
Un polo acquatico per tutto l’anno
La documentazione, intitolata Concept piscina comunale – Comune di Lucca, descriveva un complesso utilizzabile durante tutto l’anno. Nella parte coperta era prevista una vasca principale per il nuoto di 25 metri per 16,50, con profondità variabile tra 1,20 e 2 metri. Erano inoltre ipotizzate una vasca di 10 metri per 8, destinata a corsi per neonati e bambini, ambientamento, ginnastica dolce, attività per anziani e riabilitazione, e una vasca fitness con idromassaggio di 8,05 metri per 8 e profonda 1,20 metri.
Accanto alle vasche avrebbero trovato spazio una palestra, un’infermeria, i locali tecnici e la centrale termica. Gli utenti avrebbero avuto a disposizione quattro spogliatoi, due con una capienza di 27 persone e due da 18, per un totale di 90 posti, oltre a locali separati per giudici e istruttori. Il progetto comprendeva anche una tribuna da circa 65 posti, uffici, un atrio con desk di accoglienza e un bar collegato a un dehors esterno.
La parte estiva e i limiti della proposta
Il disegno architettonico prevedeva un lungo prospetto sud in gran parte vetrato, rivolto verso l’area verde del Parco fluviale. Sopra la vasca principale era indicata una copertura a falde con lucernario centrale, mentre le immagini di progetto mostravano ambienti luminosi, rivestimenti in legno e una parete trasparente aperta sul paesaggio.
Una parte consistente del lotto sarebbe stata destinata all’impianto scoperto. La piscina estiva avrebbe previsto una zona per il nuoto con corsie e un settore ricreativo dalle forme più libere, con piattaforme, gradinate di accesso all’acqua e due scivoli. Intorno alla vasca erano disposti solarium, lettini, ombrelloni e aree di sosta. Il dehors del bar avrebbe collegato il padiglione coperto alla struttura estiva.
Il complesso era immaginato all’interno di una cintura alberata, con accessi carrabile e pedonale da via delle Tagliate II, parcheggi e spazi per biciclette e motocicli. Le tavole indicavano anche un ingresso separato per le operazioni di carico e scarico. L’area coincide con il comparto ex Croce Rossa, vicino al campo di atletica Moreno Martini e al PalaTagliate.
La documentazione definisce con dettaglio l’organizzazione funzionale e architettonica dell’impianto, ma non contiene il costo complessivo, le fonti di finanziamento, il modello di gestione, il cronoprogramma o l’iter amministrativo. Il concept, quindi, non può essere considerato un progetto approvato né un’opera immediatamente cantierabile.