Casa e turismo

Affitti brevi, l’Ue apre a restrizioni nelle aree in crisi

La proposta europea punta a tutelare giovani coppie, famiglie e anziani. A Lucca l’opposizione chiede interventi immediati.

Affitti brevi, l’Ue apre a restrizioni nelle aree in crisi

L’Unione europea apre alla possibilità di introdurre restrizioni sugli affitti brevi nelle aree considerate sotto stress abitativo. La bozza di regolamento presentata dal commissario europeo alla Casa, Dan Jorgensen, punta a definire un quadro comune per le locazioni turistiche e a fornire a Comuni e Regioni nuovi strumenti per affrontare le situazioni in cui il costo delle abitazioni rende più difficile trovare casa.

Il criterio individuato a Bruxelles è il rapporto tra redditi e prezzi medi degli immobili, valutato anche alla luce dell’andamento degli ultimi dieci anni e delle prospettive per i prossimi tre. La soglia indicata è pari a 8, mentre il superamento di quota 10 sarebbe sufficiente a giustificare l’introduzione di vincoli. Le misure ipotizzate comprendono il blocco di nuove locazioni temporanee, tetti massimi anche per singoli edifici e un limite al numero di notti durante le quali gli alloggi possono essere affittati.

Le possibili misure

Tra gli strumenti allo studio figurano anche restrizioni sull’uso o sull’acquisto di immobili destinati agli affitti brevi. Il tema riguarda da vicino Lucca, dove nel centro storico si sono moltiplicate le cassette di sicurezza per le chiavi degli alloggi destinati ai turisti. L’opposizione locale da tempo collega la crescita delle locazioni turistiche ai fenomeni di overtourism e all’aumento della pressione sul mercato abitativo.

“Questa proposta indica una direzione chiara”, osserva Enzo Alfarano, segretario e capogruppo del Pd, secondo cui nei territori segnati dalla pressione turistica e dal costo elevato delle abitazioni le istituzioni devono poter intervenire per tutelare il diritto all’abitare. Alfarano chiede al Comune di mettere in campo misure concrete per favorire l’accesso alla casa da parte di giovani coppie, famiglie, anziani e persone che vivono e lavorano in città.

Le reazioni politiche a Lucca

Per il rappresentante dem, il centro storico non dovrebbe diventare un’area destinata esclusivamente al turismo, ma continuare a essere una parte viva della città. Sulla stessa linea Valeria Giglioli, di Sinistra Civica Ecologista, che considera necessario avviare una riflessione locale su una situazione di tensione abitativa che, a suo giudizio, finora non sarebbe stata affrontata abbastanza.

È intervenuto anche Marco Barsella di Volt, secondo il quale la proposta europea dimostra che la crisi abitativa non riguarda più soltanto alcune grandi capitali. Barsella ha inoltre citato l’iniziativa di Volt Europa Right to Housing! Now and Forever, una raccolta firme annunciata in tutta Europa con l’obiettivo di superare il milione di adesioni. Per Lucca, ha aggiunto, il dibattito europeo dovrebbe tradursi in scelte concrete sul rapporto tra attrattività turistica e possibilità per i residenti di trovare un’abitazione.