Nel centro storico di Lucca, la pasticceria Taddeucci porta avanti da cinque generazioni la produzione del buccellato, dolce tradizionale legato alla storia della città. L’attività, oggi guidata da Marino Taddeucci, è stata avviata nel 1881 con il nome di Fabbrica del Buccellato e, secondo il racconto della famiglia, conserva ancora parte dell’impostazione originaria.
Il negozio è descritto come un luogo rimasto sostanzialmente invariato nel tempo, con arredi d’epoca e un’atmosfera che richiama il passato. Il buccellato, preparato nel laboratorio della pasticceria, è il prodotto attorno al quale si è sviluppata l’attività, inizialmente pensata per offrire un dolce accessibile anche a chi non poteva acquistare dessert più elaborati.
Una ricetta tramandata in famiglia
Marino Taddeucci spiega che l’impasto viene realizzato utilizzando un lievito madre rinnovato ogni mattina da un componente della famiglia. La pasticceria impiega inoltre crema di burro, latte e altri ingredienti indicati come di alta qualità. La lavorazione non industriale, sottolinea Taddeucci, fa sì che il prodotto possa cambiare in base alle condizioni del tempo e al momento della preparazione.
La continuità del lievito naturale rappresenta per la famiglia il legame più diretto con le generazioni precedenti. L’attività è stata portata avanti anche durante i periodi difficili della guerra e oggi prosegue con lo stesso riferimento alla tradizione, affiancato dall’evoluzione della pasticceria.
Un dolce legato alla città
Il buccellato è considerato uno dei prodotti più rappresentativi di Lucca. Un detto popolare sostiene che chi visita la città senza assaggiarlo non l’abbia conosciuta davvero. Nel corso degli anni, racconta ancora Taddeucci, il negozio ha accolto diversi clienti illustri, tra cui il principe Carlo, che nel 1986 sarebbe entrato per acquistare una fetta di dolce appena sfornato.
Per Marino Taddeucci, mantenere aperta la pasticceria di famiglia significa riproporre sapori conosciuti dagli antenati e custodire una parte della storia locale. La quinta generazione continua così a lavorare nello stesso esercizio, rinnovando quotidianamente l’impasto e mantenendo centrale il prodotto che ne ha accompagnato l’attività fin dalle origini.