Precarietà, stipendi, classi numerose, sostegno e continuità didattica sono stati i temi al centro dell’incontro La scuola a Lucca riparte precaria, ospitato nella sede della Cgil di Lucca e promosso da Alleanza Verdi Sinistra-Europa Verde e Flc-Cgil. Il confronto ha portato l’attenzione sulle difficoltà che interessano il sistema scolastico e sulle conseguenze della carenza di personale per studenti e insegnanti.
Organici e continuità didattica
Ad aprire l’iniziativa sono stati i saluti di Marta Glenda Lugano e Luca Fidia Pardini, coportavoce di Europa Verde Lucca. Hanno partecipato Antonio Mercuri, segretario della Flc-Cgil di Lucca, e Diletta Fallani, presidente della commissione scuola e cultura del Consiglio regionale della Toscana. Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche Fabrizio Simonetti, segretario generale della Cgil di Lucca, Luigi Sofia, docente precario e consigliere comunale di Pisa, Gaia Previti, docente di ruolo e componente del direttivo docenti precari della Toscana, e Carlotta Lattanzi, docente precaria. Il confronto è stato coordinato da Daniele Bianucci, consigliere comunale di Lucca.
Secondo i partecipanti, il precariato rappresenta ormai un problema strutturale, capace di incidere sulla continuità didattica e sulle prospettive professionali del personale. Tra i fattori indicati figurano gli accorpamenti degli istituti, che nel territorio lucchese stanno portando alla formazione di strutture scolastiche sempre più grandi, con ricadute sull’organizzazione degli organici.
Durante l’iniziativa è stato richiamato anche l’innalzamento dell’età pensionabile, considerato particolarmente rilevante in un comparto composto per circa il 90 per cento da donne. A questo si aggiunge la preoccupazione per il futuro dei docenti precari, soprattutto in alcune discipline, dove potrebbe ridursi il numero degli sbocchi lavorativi disponibili.
Un altro punto riguarda il numero degli alunni per classe. Nel corso dell’incontro è stato segnalato che si possono raggiungere 26, 28 o 30 studenti, anche in presenza di alunni con disabilità. Per i promotori del confronto, l’aumento delle situazioni di fragilità e delle esigenze di inclusione rende necessario ridurre il numero degli studenti per aula e incrementare le classi.
Particolare attenzione è stata dedicata al sostegno e all’inclusione degli alunni con disabilità e degli studenti stranieri. In questo ambito è stata sottolineata la necessità di rafforzare il personale e gli strumenti destinati all’insegnamento dell’italiano come seconda lingua, così da garantire un supporto più adeguato agli studenti e alle comunità scolastiche.
Nel dibattito è emerso infine il tema dell’attrattività della professione docente. I compensi degli insegnanti sono stati indicati come tra i più bassi della pubblica amministrazione italiana. Una situazione che, secondo gli interventi, rende più difficile reperire personale anche nelle discipline Stem: negli istituti lucchesi, in particolare nei settori dell’elettronica, della meccanica e dell’informatica, vengono segnalate difficoltà nel trovare insegnanti. Il rischio evidenziato è che un sistema fondato sulla precarietà finisca per indebolire la continuità dell’insegnamento.