Rigenerazione urbana

Baccelli: «La Manifattura può guidare il futuro di Lucca»

Ex assessore regionale critica stallo del piano e invoca regia pubblica con cittadini, enti e partner privati

Baccelli: «La Manifattura può guidare il futuro di Lucca»

La Manifattura di Lucca deve diventare il punto di partenza per un progetto complessivo di trasformazione della città. È la posizione espressa il 6 ottobre 2026 da Stefano Baccelli, ex assessore regionale della Toscana, intervenuto sul futuro dell’ex complesso produttivo e sulle prospettive del centro storico.

Secondo Baccelli, le città non migliorano aspettando che gli eventi producano spontaneamente un cambiamento, ma attraverso una visione politica, scelte definite e progetti concreti. La Manifattura, osserva, non dovrebbe essere considerata soltanto come un intervento di recupero edilizio, bensì come un’occasione per tenere insieme la storia di Lucca, la sua identità e nuove esigenze legate all’abitare, al lavoro, ai servizi, alla cultura e agli spazi di socialità.

Il ruolo della regia pubblica

Nel ragionamento dell’ex assessore, il complesso ha rappresentato per generazioni una vera città dentro la città. Migliaia di lucchesi, in particolare donne, vi hanno lavorato, contribuendo alla vita economica e sociale del territorio. Oggi, sostiene Baccelli, quello stesso luogo potrebbe tornare a produrre opportunità diverse da quelle del passato e contribuire a rafforzare la qualità della vita di residenti, lavoratori e studenti.

Per raggiungere questo obiettivo, aggiunge, sarebbe necessaria una regia pubblica forte, capace di coinvolgere cittadini, enti e istituzioni, oltre a competenze, strumenti e risorse private. L’ex assessore precisa di non voler contrapporre pubblico e privato, ma chiede che l’amministrazione indichi una direzione e costruisca le condizioni per aggregare interessi differenti attorno a un obiettivo comune: restituire la Manifattura alla vita della città.

La critica all’amministrazione

Baccelli definisce l’attuale situazione di stallo un problema politico più che tecnico. A suo giudizio, dopo le aspettative legate all’amministrazione Pardini, il percorso non avrebbe prodotto una prospettiva sufficientemente chiara. L’ex assessore richiama la proposta dichiarata inammissibile dai tecnici del Comune e il Consiglio comunale aperto, dal quale, sostiene, non sarebbero emersi un traguardo, un percorso o una direzione definiti.

Nel suo intervento, Baccelli afferma inoltre che non sarebbe ancora chiaro quale possa essere il soggetto privato o il partner con cui condividere il futuro dell’area. La politica, sostiene, non dovrebbe limitarsi a gestire le conseguenze degli eventi, ma dovrebbe governare i processi partendo da obiettivi e responsabilità precise. Per questo, la Manifattura non dovrebbe essere lasciata all’evoluzione spontanea, ma affrontata attraverso decisioni, alleanze e un metodo di lavoro capace di trasformare la complessità in un progetto praticabile.

La sfida, conclude l’ex assessore, consiste nel tenere insieme visione e concretezza. Il recupero del complesso potrebbe diventare, nella sua prospettiva, un modello di trasformazione urbana replicabile anche altrove, senza rinunciare alla specificità di Lucca. L’alternativa indicata da Baccelli è il rischio di una trasformazione priva di identità, rappresentata con l’immagine di una città ridotta a un grande bowling, dominato da enormi palle rosa shocking.