Visione internazionale

Pardini: «Lucca cresce, ma senza turismo mordi e fuggi»

Il sindaco rivendica soggiorni più lunghi e investimenti privati, pur ammettendo i rischi legati alla trasformazione urbana.

Pardini: «Lucca cresce, ma senza turismo mordi e fuggi»

Il sindaco di Lucca, Mario Pardini, rivendica i risultati della strategia turistica avviata dall’amministrazione e respinge l’idea che la città stia puntando su un modello basato esclusivamente sui grandi flussi. A suo giudizio, le considerazioni espresse dal divulgatore statunitense Rick Steves confermano l’immagine di una destinazione capace di attirare visitatori interessati a conoscere il territorio e la sua storia.

Steves, in un’intervista pubblicata da La Nazione, aveva descritto Lucca come una città diversa dalle mete più frequentate d’Italia e d’Europa. Il riferimento era a un turismo non limitato alla visita rapida e alla fotografia, ma orientato a vivere la quotidianità del centro storico e a coglierne le caratteristiche. Pardini ha interpretato quelle parole anche come una risposta alle critiche rivolte alla politica turistica del Comune, sostenendo che alcune letture del fenomeno siano diventate strumenti di contrapposizione politica.

Più presenze e permanenze più lunghe

Secondo il sindaco, il turismo a Lucca è cresciuto in termini percentuali, ma partendo da numeri inferiori rispetto ad altre città. Il confronto citato è quello con Pisa, che registrerebbe flussi da cinque a sei volte superiori, mentre la permanenza media a Lucca sarebbe aumentata da due a tre notti. Per l’amministrazione, questo dato dimostrerebbe una riduzione del peso del cosiddetto turismo mordi e fuggi.

L’internazionalizzazione della città, indicata da Pardini come uno degli obiettivi principali del mandato, viene quindi collegata non soltanto alla crescita degli arrivi, ma anche alla qualità dell’esperienza e alla capacità di attrarre investimenti. Il sindaco riconosce tuttavia che l’aumento della popolarità può esporre Lucca al rischio di assumere caratteristiche simili a quelle delle altre grandi città d’arte.

Il nodo degli edifici da recuperare

Per contenere questo rischio, l’amministrazione punta, nelle parole del primo cittadino, su progetti di livello elevato e sulla promozione della città attraverso produzioni capaci di raggiungere un pubblico internazionale. Tra gli esempi citati figurano Netflix e la serie The Diplomat, indicati come strumenti per far conoscere Lucca a nuovi spettatori e potenziali visitatori.

La crescita turistica viene inoltre collegata alla necessità di recuperare immobili e strutture non più utilizzate. Pardini richiama in particolare la Manifattura, per la quale non si sarebbero ancora registrati risultati concreti sul fronte degli interventi privati. Diverso, secondo il sindaco, il quadro relativo ad altri grandi complessi industriali e alle ex fabbriche fuori dal centro storico, dove sarebbe emerso un interesse significativo.

Il Comune, ha concluso Pardini, dispone di diversi immobili di cui si discute da anni e sui quali potrebbero presto emergere sviluppi. La sfida indicata dall’amministrazione è conciliare la tutela del patrimonio artistico con nuovi investimenti e trasformazioni capaci di sostenere il ruolo internazionale di Lucca, senza snaturarne l’identità.