Il percorso per il ripristino di relazioni sindacali corrette alla Pro Gest di Altopascio si è concluso con la firma di un accordo. All’intesa ha partecipato anche la Uilfpc Toscana, che ha sottoposto ai lavoratori riuniti in assemblea il mandato per procedere alla chiusura della trattativa.
L’accordo rappresenta, secondo il sindacato, un primo risultato dopo un periodo caratterizzato da rapporti difficili tra azienda e rappresentanze dei lavoratori. A commentare l’intesa sono Alessandro Tolomei, capo dipartimento Industria della Uilfpc Toscana, e Gian Maria Carmignani, componente della Rsu della sede di Altopascio.
Il percorso sindacale
Tolomei e Carmignani spiegano che la Uilfpc ha preso parte al processo di recupero delle relazioni sindacali, arrivato al momento decisivo con la sottoscrizione dell’accordo. Nel loro giudizio, l’azienda avrebbe riconosciuto una gestione inadeguata protrattasi per diverso tempo. Per i rappresentanti sindacali, questa situazione avrebbe comportato la perdita di quasi dieci anni per i dipendenti dello stabilimento.
Nel ricostruire la vicenda, i due esponenti richiamano anche la situazione di altre realtà del gruppo, citando Sesto Fiorentino e Tolentino. A loro avviso, in quelle sedi un approccio differente avrebbe prodotto conseguenze meno penalizzanti per i lavoratori. Il riferimento viene inserito nel confronto sulle modalità con cui sono state gestite nel tempo le relazioni sindacali nei diversi stabilimenti.
Le priorità indicate
La Uilfpc considera positivamente l’intesa, ma la descrive come un punto di ripartenza e non come la conclusione del confronto. L’obiettivo indicato è proseguire il lavoro per consolidare i rapporti tra azienda e organizzazioni dei lavoratori e affrontare le questioni rimaste aperte. Tra le richieste viene indicato anche il superamento delle divisioni sindacali.
Tra le priorità elencate figurano il recupero di istituti non presenti nella sede di Altopascio: buoni pasto, premio e indennità di polivalenza. Il sindacato richiama inoltre la necessità di riavviare la contrattazione integrativa, che secondo quanto riferito sarebbe ferma da dieci anni. L’accordo appena firmato viene quindi considerato il passaggio iniziale di un percorso destinato a proseguire su questi temi.