Il 2 ottobre il Movimento Voce Studentesca ha organizzato a Lucca una manifestazione contro il nuovo Decreto Legge Scuola. Il ritrovo era fissato alle 15 nel piazzale della stazione, da dove è partito un corteo diretto attraverso il centro cittadino. La protesta ha raccolto le critiche del mondo studentesco nei confronti dei recenti provvedimenti governativi sull’istruzione.
Secondo Thomas Van Arkel, fondatore del Movimento Voce Studentesca, il decreto rappresenterebbe una misura razzista e propagandistica, in grado di distogliere l’attenzione dai problemi della scuola pubblica. La mobilitazione è stata sostenuta anche dal sindacato Cobas scuola e dal partito Potere al Popolo Lucca.
Il percorso della manifestazione
Il corteo si è concluso davanti all’Ufficio Scolastico Provinciale, in piazza Guidiccioni. Qui è stato consegnato un documento a nome degli studenti e delle studentesse, con le richieste e le contestazioni rivolte al provvedimento. La manifestazione ha avuto quindi come punto finale una sede istituzionale legata all’organizzazione scolastica del territorio.
Tra gli interventi anche quello di Leonardo Palmerini, responsabile del Collettivo studentesco Polo Fermi-Giorgi. Nel suo intervento ha illustrato i tre aspetti del decreto contestati dal movimento: dal 2027, secondo quanto riferito, in ogni classe non potrà esserci più del 30 per cento di studenti stranieri; a scuola non sarà possibile coprirsi il volto; i genitori dovranno seguire un corso obbligatorio di italiano.
Le contestazioni al decreto
Palmerini ha collegato la protesta al principio di una scuola pubblica aperta e inclusiva, sostenendo che l’istituzione scolastica dovrebbe favorire la convivenza e non la divisione. Nel suo intervento ha inoltre citato un episodio avvenuto a Genova, dove due agenti avrebbero rimosso davanti a una scuola elementare una scritta realizzata dai bambini con la frase Qui nessuno è straniero.
Rino Capasso, dell’esecutivo provinciale Cobas scuola, ha spiegato che il sindacato ha aderito all’iniziativa su invito del movimento studentesco. Al centro della sua critica il tetto previsto per gli studenti stranieri con difficoltà linguistiche e l’efficacia concreta della misura, che a suo giudizio avrebbe un’applicazione limitata e un prevalente valore di annuncio politico. La manifestazione di Lucca si è così concentrata sui contenuti del decreto e sulle loro possibili conseguenze nella scuola pubblica.