Pietro Fazzi, ex sindaco ed ex consigliere comunale di Lucca, interverrà al consiglio comunale aperto dedicato al futuro dell’ex Manifattura Tabacchi. L’assemblea, convocata dal presidente del Consiglio comunale Enrico Torrini, è in programma mercoledì 30 settembre alle 15. In vista dell’appuntamento, Fazzi ha ripercorso le principali tappe amministrative legate al complesso e ha espresso valutazioni critiche sui progetti di recupero rimasti incompiuti o in fase di stallo.
L’acquisto e il progetto delle sedi comunali
Durante il mandato di Fazzi si concluse il trasferimento della produzione dalla Manifattura allo stabilimento di Mugnano. Il contratto per l’acquisto dell’immobile di piazzale Verdi e via Vittorio Emanuele fu firmato il 31 dicembre 2002, mentre il trasferimento produttivo venne completato nel 2004. Secondo l’ex sindaco, l’acquisizione era stata pensata per sottrarre il complesso alla speculazione e consentire una riorganizzazione delle funzioni pubbliche distribuite in diverse sedi.
Fazzi ha ricordato che il Comune acquistò la Manifattura tra il 1999 e il 2002, in un’operazione che comprendeva anche la necessità di affrontare le condizioni critiche dell’immobile. L’idea originaria, ha spiegato, era accorpare nell’area i servizi comunali, superando la frammentazione tra palazzo Orsetti, palazzo Santini, palazzo Parensi e villa Bottini. Il progetto non fu realizzato dopo la conclusione anticipata del suo mandato e, negli anni successivi, venne avviato il Piuss, definito da Fazzi un intervento privo di una visione unitaria.
Nella sua ricostruzione, l’ex sindaco ha richiamato anche i costi sostenuti dalla collettività. Il prezzo dell’acquisto della Manifattura, ha riferito, fu di circa 2,5 milioni di euro, a cui andrebbero aggiunte le somme relative alle aree espropriate a Mugnano e le spese collegate al Piuss. Fazzi ha citato inoltre il mutuo iniziale da 16 milioni di euro, precisando di attendere dall’amministrazione conferme sull’ammontare complessivo delle risorse impiegate.
Le critiche a Polimea e la richiesta di trasparenza
Nel corso dell’intervista, Fazzi ha definito il progetto Polimea un’iniziativa ancora sospesa e, a suo giudizio, destinata a gravare in futuro sulle casse comunali. Il piano, secondo quanto riportato, riunisce attività legate alla ricerca e alla formazione musicale avanzata, oltre a funzioni ricettive, ristorazione e spazi per spettacoli. L’ex sindaco ha contestato l’assenza, a suo avviso, di una ricaduta sufficientemente chiara per la città e ha chiesto maggiore trasparenza nei rapporti tra soggetti privati e amministrazione.
Fazzi ha sollecitato in particolare che venga reso noto il nome dell’acquirente della stecca centrale del complesso, ceduta tra il 2021 e il 2022 attraverso una società fiduciaria. La richiesta, ha spiegato, dovrebbe essere affrontata pubblicamente in Consiglio comunale insieme alle intenzioni del proprietario e all’eventuale presenza di progetti alternativi a quello del Music Innovation Hub. La questione è collegata anche alla condizione, riferita nell’articolo, di una garanzia di non concorrenza richiesta nell’ambito del progetto Polimea.
Per il futuro, l’ex sindaco continua a indicare nell’accorpamento delle sedi comunali una possibile destinazione strategica dell’immobile. Le risorse potrebbero essere reperite attraverso la vendita di alcune sedi esistenti. Fazzi ha ricordato il ruolo svolto in passato da Polis Spa, società poi trasformata e assorbita da Lucca Holding nel 2015, e ha proposto di individuare oggi un soggetto in grado di gestire un’operazione analoga. In vista dell’assemblea aperta, auspica infine che tutti gli interessati presentino pubblicamente idee, progetti e responsabilità alla comunità lucchese.