Vita di quartiere

Biblioteca popolare, accordo: resterà a San Concordio per 4 anni

L’associazione occuperà tre ambienti dell’ex circoscrizione 7, con prestito, incontri e aula studio già confermati da settembre.

Biblioteca popolare, accordo: resterà a San Concordio per 4 anni

La biblioteca popolare di San Concordio continuerà la propria attività all’interno dell’ex circoscrizione 7 di via Urbiciani, a Lucca, per almeno altri quattro anni. L’accordo raggiunto con l’amministrazione comunale prevede però lo spostamento in un’altra ala dell’edificio: da ottobre l’associazione avrà a disposizione due stanze al primo piano e una al piano terra.

La mobilitazione del quartiere

La soluzione arriva dopo mesi di confronto e una mobilitazione avviata nel 2025. A marzo dello scorso anno, l’amministrazione aveva chiesto all’associazione culturale Quartiere San Concordio Aps di liberare entro la fine di giugno gli spazi utilizzati dalla biblioteca. La richiesta aveva suscitato una forte reazione nella comunità locale, con oltre duemila firme raccolte attraverso la petizione per evitare la chiusura del presidio.

Alla mobilitazione si erano aggiunti un corteo e il pranzo sociale del Primo Maggio, iniziative alle quali avevano partecipato più di 500 persone. Secondo l’associazione, quei momenti avevano evidenziato quanto fosse sentita la necessità di mantenere nel quartiere un luogo dedicato alla lettura, alla socialità e alle attività rivolte alla cittadinanza. La partecipazione aveva quindi consentito di aprire un tavolo di trattativa con il Comune, arrivando ora alla soluzione che garantisce la prosecuzione dell’esperienza.

Il trasferimento e il tema dell’accessibilità

I nuovi locali si trovano nella parte opposta dello stabile che per 13 anni ha ospitato la biblioteca. L’amministrazione ha spiegato che gli spazi finora utilizzati saranno destinati a un’associazione legata a persone per le quali la rampa di accesso rappresenta una necessità essenziale. L’organizzazione di San Concordio ha accettato il trasferimento, riconoscendo la rilevanza della motivazione, ma segnala una conseguenza concreta: la nuova sede non garantirebbe la stessa accessibilità alle persone con disabilità.

L’associazione ha comunicato di voler monitorare la situazione, confidando nella correttezza dell’operato dell’amministrazione. Allo stesso tempo, ha definito paradossale la scelta di affrontare le difficoltà di accesso spostando le associazioni da una sede all’altra, invece di intervenire direttamente sulle strutture per risolvere il problema in modo definitivo.

I lavori per il trasloco sono iniziati a settembre. Nel frattempo, le attività della biblioteca proseguono già nel mese in corso: dal servizio di prestito alle presentazioni di libri, dal cineforum all’aula studio con collegamento wifi, fino alle ripetizioni a prezzi popolari. L’associazione ha chiesto agli abitanti di seguire i propri canali social e di contribuire, per quanto possibile, alle operazioni di spostamento.