Sinistra Italiana Lucca e Piana chiede interventi sul sistema penitenziario dopo la visita della senatrice Ilaria Cucchi al carcere di Lucca. In una nota, il partito sollecita un piano nazionale sulle carceri e invita l’amministrazione comunale a concludere il percorso per la nomina del nuovo Garante dei diritti delle persone detenute.
La posizione è stata espressa il 25 settembre 2026 da Maurizio Franceschi, segretario cittadino di Sinistra Italiana Lucca, secondo cui la situazione degli istituti penitenziari non può essere affrontata soltanto in occasione di episodi particolarmente gravi. Per Franceschi, le criticità hanno carattere strutturale e riguardano la dignità delle persone detenute, le condizioni di lavoro del personale e la funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione.
La richiesta di un piano nazionale
Il partito chiede che il Governo definisca un intervento complessivo, non limitato alla realizzazione di nuovi posti detentivi. Tra le priorità indicate figurano il sovraffollamento, la disponibilità di personale, l’assistenza sanitaria e psicologica, i percorsi di reinserimento e il ricorso alle misure alternative alla detenzione.
Secondo Franceschi, sottovalutare il problema significa lasciare detenuti, lavoratori e territori senza strumenti adeguati per affrontare una situazione che non può essere risolta a livello locale. La richiesta è quindi quella di un piano capace di intervenire sulle diverse componenti del sistema carcerario.
Il ruolo del Garante comunale
Sul piano cittadino, Valeria Giglioli, consigliera comunale di Sinistra Italiana, sollecita la conclusione dell’iter avviato in commissione per la nomina del Garante comunale. La figura, sottolinea il partito, è formalmente assente da mesi e dovrebbe svolgere una funzione di tutela e di collegamento tra l’istituto penitenziario, le istituzioni e la comunità.
Sinistra Italiana Lucca e Piana annuncia infine l’intenzione di continuare a seguire le condizioni del carcere di Lucca insieme alle associazioni e alle realtà impegnate dentro e fuori dall’istituto. L’obiettivo indicato è mantenere il confronto con chi conosce direttamente i problemi e i bisogni del mondo penitenziario, evitando che il carcere resti separato dalla vita della città.