Scontro politico

Manifattura, l’opposizione: cinque anni persi e nessun progetto

Il gruppo di minoranza contesta la linea del sindaco e chiede una guida pubblica per il complesso

Manifattura, l’opposizione: cinque anni persi e nessun progetto

Il futuro della Manifattura sud resta incerto dopo l’esclusione della proposta di Polimea dalla procedura per la concessione della parte pubblica del complesso. Il sindaco Mario Pardini, in un’intervista pubblicata dal Tirreno, ha riconosciuto la propria responsabilità politica nell’esito dell’operazione, respingendo però l’idea che il Comune sia tornato all’anno zero.

Secondo il primo cittadino, il percorso seguito avrebbe comunque permesso all’amministrazione di raccogliere informazioni, verificare la praticabilità delle ipotesi avanzate e individuare le funzioni potenzialmente compatibili con la struttura. La proposta Polimea, ha ricordato Pardini, non è stata esaminata nel merito perché si è fermata alla verifica dei requisiti di ammissibilità e della solidità economica.

Le critiche della minoranza

Il gruppo di opposizione Lucca è un grande noi contesta questa ricostruzione e accusa l’amministrazione di avere perso tempo senza arrivare a una soluzione concreta. La domanda posta dalla minoranza è come sia stato possibile impiegare cinque anni per ritrovarsi senza un progetto, senza un concessionario e senza una prospettiva definita per uno dei luoghi più importanti della città.

Per il gruppo, il mancato superamento della procedura da parte di Polimea non rappresenta soltanto un problema amministrativo, ma un fallimento politico. L’opposizione ricorda che l’amministrazione Pardini era arrivata al governo dopo una lunga battaglia contro il progetto della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, presentando Polimea come un’alternativa migliore. Quel progetto, sostiene la minoranza, avrebbe potuto essere discusso e modificato invece di essere abbandonato.

La minoranza critica anche la nuova apertura del sindaco a funzioni commerciali, direzionali, turistico-ricettive e residenziali, oltre a quelle socioculturali e formative. Per Lucca è un grande noi, la sostenibilità economica era già uno degli elementi centrali del progetto precedente, che puntava a combinare interesse pubblico, rigenerazione urbana e attività capaci di garantire continuità alla struttura.

Il nodo delle risorse e della regia pubblica

Restano inoltre le perplessità sul piano finanziario di Polimea. L’operazione, indicata dai giornali come vicina ai 30 milioni di euro, avrebbe previsto circa 1,5 milioni di capitale circolante a fronte del ricorso a strumenti pubblici e investitori privati. L’opposizione sostiene di avere chiesto per anni quali risorse fossero effettivamente disponibili e quale rischio economico diretto avrebbe assunto il proponente. Al momento decisivo, afferma il gruppo, la copertura finanziaria non sarebbe stata ancora certa.

Pardini ha indicato come prioritaria una visione complessiva capace di tenere insieme la parte pubblica e quella acquistata nel 2024 da un privato. La minoranza riconosce ai proprietari diritti e interessi legittimi, ma ritiene che la regia debba restare pubblica e trasparente. Secondo il gruppo, il Comune dovrebbe definire prima la propria idea per l’area e solo dopo coinvolgere soggetti pubblici e privati.

Lucca è un grande noi chiede un progetto di respiro internazionale, ispirato alle migliori esperienze di rigenerazione urbana e capace di riunire lavoro, formazione, cultura, innovazione, residenza, servizi e attività economiche. L’obiettivo indicato è trasformare la Manifattura in un luogo vivo e non in un semplice contenitore.

Il confronto, conclude la minoranza, dovrà svilupparsi pubblicamente durante l’imminente campagna elettorale. Il gruppo esclude decisioni dell’ultimo minuto e sostiene che la scelta sul futuro dell’area debba spettare ai lucchesi attraverso il voto, dopo un confronto tra idee, progetti e diverse visioni per il complesso.