Istruzione

Nomine docenti a Lucca: Cobas, scelta al buio

Il sindacato critica la procedura digitale e chiede assunzioni dopo tre anni di servizio.

Nomine docenti a Lucca: Cobas, scelta al buio

A Lucca i Cobas Scuola contestano il sistema utilizzato per le nomine dei docenti precari, affidato a una procedura digitale che secondo il sindacato non consentirebbe agli aspiranti di conoscere con precisione la disponibilità degli incarichi. Al centro della protesta c’è il meccanismo con cui vengono assegnate le cattedre, basato sull’inserimento di preferenze e sull’elaborazione automatica delle domande.

La procedura è stata introdotta durante l’emergenza Covid per evitare la presenza contemporanea di centinaia di persone negli spazi destinati alle convocazioni. Il sistema, però, viene giudicato dai Cobas più rapido ma anche distante dalla situazione concreta degli istituti. Il personale Ata continua invece a essere convocato con modalità in presenza, come avvenuto anche per le nomine effettuate nei giorni scorsi.

Le critiche alla procedura digitale

Secondo Rino Capasso, componente dell’esecutivo provinciale dei Cobas Scuola, in passato i docenti potevano scegliere conoscendo il quadro delle cattedre disponibili. Gli aspiranti con il punteggio più alto procedevano per primi e avevano davanti un’offerta definita. Oggi, invece, i precari devono indicare già a luglio una lista di possibili destinazioni senza sapere quali ore siano effettivamente libere nei diversi istituti.

Per il sindacato, i criteri della piattaforma e i meccanismi matematici che regolano l’assegnazione possono cambiare di anno in anno, rendendo più difficile sia comprendere il funzionamento del sistema sia presentare le domande. I Cobas hanno presentato un accesso agli atti con l’obiettivo di approfondire le logiche della procedura e verificare come vengano elaborate le scelte degli aspiranti.

Il nodo del precariato

Alla questione delle nomine si aggiunge quella dei punteggi utilizzati nelle graduatorie. I Cobas denunciano l’esistenza di un mercato dei titoli, compresi quelli conseguiti o acquistati all’estero, che può incidere sulle possibilità di inserimento e avanzamento nelle liste. Secondo il sindacato, questo meccanismo rischia di penalizzare chi non dispone delle risorse necessarie e di alimentare ulteriormente la precarietà nel settore scolastico.

La proposta avanzata dai Cobas prevede la stabilizzazione dopo tre anni di servizio. Il sindacato richiama inoltre la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che, oltre dieci anni fa, aveva condannato l’Italia per l’abuso della reiterazione dei contratti a termine nella scuola. Per l’organizzazione, il problema resta ancora aperto e incide sulla continuità didattica e sulla stabilità degli organici.

I Cobas sostengono infine che il superamento del precariato non riguardi soltanto la condizione lavorativa degli insegnanti, ma anche la qualità dell’insegnamento e la piena attuazione del diritto allo studio. La richiesta è quindi di intervenire sia sulle modalità di assegnazione delle cattedre sia sulle regole che consentono il ricorso prolungato ai contratti a termine.