Rifondazione Comunista Toscana e la segreteria della Federazione di Lucca chiedono di rafforzare l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, sostenendo che l’ente non debba essere ulteriormente indebolito. La posizione è stata resa pubblica il 3 ottobre 2026 e si inserisce nel dibattito sulle risorse e sull’organizzazione dell’agenzia.
Secondo il partito, le questioni ambientali rappresentano una presenza costante sul territorio regionale e sono al centro di numerose vertenze locali. Per questo, viene definito essenziale il ruolo di Arpat, chiamata a svolgere attività di controllo e analisi in diversi ambiti legati alla salute pubblica e alla salvaguardia del territorio.
Le criticità segnalate
Nel documento vengono citati i controlli sugli inceneritori che la Regione Toscana intende riaprire o raddoppiare, oltre alle aree ancora da bonificare e restituire agli usi previsti. Rifondazione richiama inoltre la necessità di verificare la qualità delle acque lungo i centinaia di chilometri di costa balneabile, a tutela di cittadini e turisti.
Il partito sostiene che un indebolimento dell’agenzia avrebbe conseguenze sul paesaggio toscano, sulla salute della popolazione e sull’affidabilità dell’organismo previsto dalla normativa per i controlli ambientali. La denuncia riguarda anche le condizioni economiche e operative maturate negli ultimi anni.
Stando a quanto riferito da Rifondazione, i tagli lineari avrebbero lasciato all’agenzia risorse economiche paragonabili a quelle di dieci anni fa, nonostante un’inflazione indicata come superiore al 25 per cento e tre rinnovi contrattuali. Il partito cita inoltre le segnalazioni dei rappresentanti sindacali su laboratori privi di strumentazioni adeguate.
La richiesta di investimenti
Le carenze denunciate, sempre secondo la ricostruzione del partito, rischierebbero di compromettere la completezza delle analisi e il rispetto dei requisiti di qualità. Rifondazione esprime quindi solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici dell’agenzia e dichiara di sostenere la loro mobilitazione.
La richiesta rivolta alle istituzioni è di avviare un percorso di sostegno attraverso investimenti nelle strutture e il rafforzamento dell’organico. Per Rifondazione, la protezione dell’ambiente dovrebbe essere considerata una scelta strategica e non limitata alla comunicazione elettorale. La conclusione del partito è netta: Arpat deve essere rafforzata, non demolita.