Sicurezza

Tentate truffe agli anziani a Lucca, arrestato un giovane

Chiamate attribuite al militare puntavano su gioielli e contanti; nessuna persona contattata ha consegnato beni.

Tentate truffe agli anziani a Lucca, arrestato un giovane

Quattro tentate truffe aggravate ai danni di anziani sono state ricostruite dalla Questura di Lucca dopo una serie di telefonate arrivate nel primo pomeriggio di mercoledì. Gli autori del raggiro si presentavano come appartenenti all’Arma dei carabinieri e cercavano di convincere le persone contattate a consegnare denaro e oggetti preziosi.

Secondo quanto riferito dagli anziani al numero 112, un interlocutore sosteneva di essere un maresciallo in servizio a Pisa. L’uomo raccontava che era stata commessa una rapina in una gioielleria e che i responsabili, al momento del fermo, avevano con sé i documenti delle potenziali vittime e si trovavano a bordo di un’auto a loro intestata.

Il raggiro e l’intervento della polizia

La telefonata proseguiva con la minaccia di gravi conseguenze giudiziarie. Agli anziani veniva detto che avrebbero rischiato il carcere se non avessero dimostrato la propria estraneità ai fatti. Per farlo, avrebbero dovuto raccogliere ori, contanti e altri oggetti di valore, sistemarli in una scatola e consegnarli a un presunto carabiniere incaricato di portarli al magistrato.

Il finto militare assicurava che i beni sarebbero stati confrontati con la refurtiva della gioielleria e restituiti dopo averne accertata l’estraneità. Nessuna delle persone contattate, però, ha seguito le istruzioni. La polizia ha ricondotto il risultato anche agli incontri informativi organizzati periodicamente dal personale della Questura in parrocchie e luoghi frequentati dagli anziani.

Nello stesso momento, gli operatori dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico hanno fermato e identificato un ragazzo poco più che maggiorenne davanti alla stazione di Lucca. Il giovane, residente a Bari, era arrivato in città partendo quella stessa mattina da Napoli e non ha saputo spiegare agli agenti il motivo della sua presenza.

Il fermo e la misura cautelare

Gli accertamenti successivi hanno permesso di collegare il giovane alle abitazioni delle persone contattate. Il ragazzo, identificato con le iniziali M.D., si sarebbe recato nei pressi delle case delle vittime senza entrare, dopo che il telefonista non era riuscito a convincere gli anziani della genuinità della chiamata.

La condotta contestata è stata ricostruita come il tentativo di mettere a segno quattro truffe aggravate. Per questo il giovane è stato arrestato e condotto in carcere, dove è stato sottoposto all’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari. Su richiesta del pubblico ministero, il Gip ha poi disposto gli arresti domiciliari nella sua abitazione di Bari.