Salute pubblica

West Nile e Dengue, Domenici chiede controlli sul territorio

Il legale del Gruppo Tutela Cittadini sollecita dati su manutenzioni, aree critiche e raccordo istituzionale.

West Nile e Dengue, Domenici chiede controlli sul territorio

West Nile e Dengue non rappresenterebbero più un rischio astratto in Toscana. A sostenerlo è l’avvocato Mauro Domenici, legale del Gruppo Tutela Cittadini Consorzi di Bonifica Toscana, che chiede chiarimenti sulle attività di prevenzione ambientale svolte dal Consorzio di Bonifica 1 Toscana nord nelle aree interessate da ristagni d’acqua e lungo il reticolo idraulico.

L’intervento arriva dopo la notizia di diverse persone ricoverate in Toscana, alcune delle quali anche in terapia intensiva, in relazione alle infezioni richiamate dal legale. Domenici sostiene che la prevenzione debba essere avviata prima della diffusione del contagio e non soltanto quando l’emergenza è già evidente. La richiesta riguarda in particolare il monitoraggio di fossi, canali e altre zone dove possono verificarsi accumuli d’acqua.

Il nodo delle competenze

Il legale precisa di non voler attribuire al consorzio competenze sanitarie che spettano ad Asl e Comuni, né di considerare ogni ristagno come un focolaio. La questione, spiega, riguarda piuttosto il contributo che l’ente dovrebbe fornire attraverso monitoraggio, manutenzione e individuazione delle criticità del reticolo gestito.

Da qui le domande rivolte al Consorzio di Bonifica 1 Toscana nord: esiste un piano specifico per prevenire i rischi collegati alla presenza di zanzare? È stata predisposta una mappatura delle aree critiche? Quali interventi sono stati realizzati prima e durante l’estate? E sono stati intensificati i controlli con l’aumento dell’attenzione su West Nile e Dengue?

La richiesta di risposte verificabili

Domenici chiede inoltre di conoscere quale coordinamento sia stato attivato tra il consorzio, i Comuni e le autorità sanitarie. Secondo il legale, la distinzione tra competenze ambientali e sanitarie non dovrebbe diventare un motivo per rinunciare a interventi preventivi. L’obiettivo indicato è garantire una gestione più tempestiva delle situazioni potenzialmente problematiche.

Nel suo intervento, l’avvocato contesta anche una comunicazione istituzionale ritenuta insufficiente quando si limita a comunicati, video e immagini. A suo giudizio, l’ente dovrebbe essere valutato soprattutto sulla capacità di conoscere le criticità, intervenire e rendere conto dell’utilizzo delle risorse versate dai cittadini attraverso il contributo di bonifica.

La richiesta finale è rivolta direttamente al consorzio: chiarire cosa sia stato fatto, in quali aree, con quali risultati e quali azioni siano previste nell’immediato. Per Domenici, il rischio era conosciuto e richiede ora azioni concrete e risposte trasparenti, senza attendere che il problema si trasformi in un’emergenza.