Emergenza agricola

L’allerta di Confagricoltura sui danni da caldo alle coltivazioni

Le alte temperature minacciano raccolto di pomodori, frutta e legumi in diverse campagne.

L’allerta di Confagricoltura sui danni da caldo alle coltivazioni

Il caldo estivo si fa sentire pesantemente sulle campagne italiane, con gravi conseguenze sui raccolti. Confagricoltura ha lanciato un allarme riguardo i prodotti agricoli, preoccupandosi per la qualità e la disponibilità di frutta e ortaggi, tra cui il pomodoro, che potrebbe diventare una merce rara e più costosa. Guido Favilla, presidente di Confagricoltura Lucca, evidenzia i problemi che affliggono non solo l’uva, per la quale si prevede un anticipo nella raccolta, ma anche altri prodotti come zucche, susine e pesche, tutte colpite da questo clima estremo.

Favilla ha visitato i campi della sua azienda per verificare lo stato delle zucche invernali, scoprendo che stanno cuocendo senza maturescere. “Abbiamo cercato di proteggerle usando caolino sulla buccia, ma quest’anno il sole ha colpito duro e non sembra ci sia riparo”, ha dichiarato. La situazione è complicata anche per il pomodoro, spesso utilizzato per le conserve estive che ora non saranno possibili a causa della scarsità di prodotto sul mercato.

Danni su vari fronti

Altri prodotti sono anch’essi in difficoltà: le susine e le pesche, ad esempio, presentano un aspetto poco attraente, con frutti duri all’interno e troppo maturi all’esterno. A questi si aggiungono legumi e cerali, con effetti negativi anche sulle olive, un’altra grande incognita per gli agricoltori. Favilla invita il mercato a riconoscere questi problemi, sottolineando che l’intero settore agricolo sta soffrendo a causa di un’estate particolarmente calda.

“Dobbiamo assolutamente prepararci ad affrontare situazioni simili in futuro, per questo è necessario adottare nuove strategie e soluzioni, anche recuperando tecniche agricole tradizionali”, spiega. Come esempio, menziona l’alternanza dei filari di mais e fagiolini, tecnica storicamente utilizzata nelle campagne di San Ginese e Carignano per proteggere i fagioli dal sole eccessivo. Inoltre, propone di studiare nuove consociazioni di prodotti agricoli e di sfruttare, magari, anche gli sfalci dei parchi per scopi protettivi.

“Proposte su cui è fondamentale avviare una riflessione” continua Favilla, evidenziando la necessità di ricevere aiuti economici per far fronte a queste sfide. “Oggi dobbiamo pensare e prevenire fenomeni legati al cambiamento climatico, con estati che superano già le temperature medie a partire da giugno’ conclude.