Elena Caldarazzo Ienco, neurologa in servizio da circa sette anni all’ospedale San Luca di Lucca, ha vissuto recentemente un cambio di prospettiva: da medico è diventata paziente dello stesso presidio. Dopo circa un mese di controlli e terapie ambulatoriali, la professionista ha avuto necessità di essere ricoverata per un breve periodo all’Unità di Terapia Subintensiva di Lucca.
Al termine del percorso, la dottoressa ha scelto di affidare a una lettera il proprio ringraziamento alle persone che l’hanno assistita. Il messaggio è rivolto al personale della U.O.C. Cardiologia e dell’Unità di Terapia Subintensiva, dove la neurologa ha ricevuto cure e assistenza durante la fase di ricovero.
Il percorso tra controlli e ricovero
Nella lettera, Caldarazzo Ienco racconta di conoscere e stimare da tempo i colleghi con cui lavora ogni giorno. La situazione personale le ha permesso di osservare il loro operato da una posizione diversa, quella di paziente cardiologica, dopo l’avvio di un percorso composto da controlli e terapie svolti inizialmente in ambito ambulatoriale.
La neurologa ringrazia in particolare la dottoressa Eleonora Lami, indicata come riferimento fin dall’inizio della patologia e disponibile a chiarire i dubbi legati alle cure. Un riconoscimento viene rivolto anche alla dottoressa Roberta Rosso, recentemente trasferita all’ospedale lucchese, per l’attenzione e la preparazione dimostrate durante l’assistenza.
Il ringraziamento al personale
Nel messaggio viene citato anche il direttore Francesco Maria Bovenzi, alla guida del reparto. La dottoressa sottolinea inoltre il lavoro svolto quotidianamente dal personale dell’assistenza: infermieri, operatori socio-sanitari, addetti alle pulizie e alla distribuzione dei pasti, oltre ai barellieri dell’Unità di Terapia Subintensiva.
Secondo la testimonianza, l’esperienza vissuta in reparto ha rafforzato la stima già maturata nei confronti dei colleghi. L’attenzione verso i pazienti e i familiari, la professionalità e la sensibilità dimostrate durante il ricovero sono gli elementi che la neurologa ha voluto evidenziare nella sua lettera.
Il testo si conclude con un ringraziamento rivolto all’intera équipe per averle fatto sentire il reparto come un ambiente familiare e per averla curata, durante il periodo di degenza, nel modo migliore possibile.