Patrimonio umano

A Lucca, memorie e volti raccontano il quartiere San Francesco

Testimonianze, immagini, voci confluiranno nella videoinstallazione prevista il 3 ottobre.

A Lucca, memorie e volti raccontano il quartiere San Francesco

A Lucca prende forma un progetto dedicato alla storia e all’identità del quartiere di San Francesco. L’iniziativa, ideata e promossa da Fermento Aps insieme al Comitato Popolare di piazza San Francesco Odv, è stata selezionata nell’ambito del bando Siete Presente. Giovani e associazionismo 2026 di Cesvot. Il percorso attraversa da alcuni mesi piazza San Francesco, la Fratta, il Bastardo e la zona della Madonna dello Stellario, con l’obiettivo di raccogliere le testimonianze di chi vive o ha vissuto in questa parte della città.

Il progetto nasce dall’idea che un quartiere non sia composto soltanto da edifici e luoghi, ma anche da relazioni, ricordi, consuetudini e vicende personali. Le esperienze dei residenti, dei commercianti e delle persone legate a questi spazi vengono così considerate parte di un patrimonio collettivo, accanto a quello storico, artistico e architettonico. L’intento è documentare una memoria che rischia di disperdersi, dando valore alle persone che ne sono custodi.

Le storie raccolte nel quartiere

A partire da giugno, l’associazione e il comitato di quartiere hanno incontrato gli abitanti, raccogliendo fotografie, documenti, interviste e ricordi. Il materiale restituisce un racconto corale fatto di luoghi e attività che hanno segnato la vita della zona: Padre Bulgarini, il doposcuola, la Casa del Boia, la vita nel Bastardo, la caserma dei pompieri e la fontana di via del Bastardo.

Tra le testimonianze emergono anche la processione di Sant’Antonio, le feste popolari, le botteghe, le corse in bicicletta, il cinema, la vivace partecipazione politica e i pomeriggi trascorsi sulle panchine, diventate nel tempo punti di incontro per generazioni di ragazzi. Il lavoro coinvolge anche giovani, con l’obiettivo di favorire uno scambio tra generazioni e di rafforzare il legame con il territorio. Recuperare ciò che è stato viene presentato come un modo per creare nuove occasioni di incontro nel presente, coinvolgendo anche persone anziane o sole.

La restituzione pubblica del 3 ottobre

Il progetto riunisce ricerca sociale, raccolta della memoria, partecipazione e produzione artistica contemporanea. Grazie alla collaborazione con Sofa – Shared Office for the Arts, i materiali sono stati messi a disposizione della regista Cristina Picchi, che sta lavorando alla videoinstallazione Tra le parole – frammenti di un quartiere che resta. L’opera sarà al centro della restituzione pubblica in programma il 3 ottobre in piazza San Francesco.

Le interviste entreranno inoltre nella piattaforma Soundoc, che raccoglierà le voci in un archivio digitale sonoro e documentario. Il percorso fotografico urbano, allestito nella piazza, sarà accompagnato da Qr code con i ritratti e le storie dei cittadini coinvolti. L’obiettivo è mantenere accessibili nel tempo le testimonianze, costruendo una mappa di voci e uno strumento di conoscenza del quartiere.

Chi desidera condividere ricordi o partecipare al percorso può scrivere all’indirizzo associazione.fermento2025@gmail.com. L’iniziativa è sostenuta dal bando Siete Presente, realizzato da Cesvot e finanziato da Regione Toscana-Giovanisì, in accordo con il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, con il contributo di diverse fondazioni del territorio toscano.