Sicurezza

Nuova truffa ai Compro Oro, l’allarme della Questura di Lucca

Un falso agente chiedeva il ritiro temporaneo dei preziosi, con una tecnica già segnalata agli esercenti

Nuova truffa ai Compro Oro, l’allarme della Questura di Lucca

Una nuova truffa ai danni dei Compro Oro è stata registrata per la prima volta a Lucca. Il raggiro utilizza la tecnica del falso appartenente alle forze dell’ordine, ma in questo caso prende di mira i commercianti e non, come accade più spesso, le persone anziane. A lanciare l’allarme è stata la Questura di Lucca, che ha incontrato gli operatori del settore per illustrare il metodo utilizzato e indicare come riconoscerlo.

La telefonata e la richiesta dei preziosi

Il contatto avviene attraverso una telefonata. Il truffatore costruisce una storia apparentemente credibile e sostiene che la polizia o i carabinieri abbiano arrestato alcuni rapinatori. Tra i documenti sequestrati, afferma, ci sarebbero elementi tali da far pensare che parte della refurtiva sia transitata dal negozio. La conversazione serve a creare preoccupazione e a preparare il passaggio successivo.

Secondo lo schema segnalato, dopo la telefonata viene annunciato l’arrivo di un presunto rappresentante delle forze dell’ordine. L’uomo dovrebbe ritirare temporaneamente tutti i preziosi presenti nell’esercizio per sottoporli a verifiche. È proprio questa la richiesta che deve insospettire gli operatori: polizia, carabinieri e altri appartenenti alle forze dell’ordine non effettuano interventi di questo tipo per acquisire l’oro custodito in un’attività commerciale.

L’incontro in Questura

L’avvertimento è stato ribadito il 25 settembre, durante un incontro organizzato in Questura e rivolto ai titolari e agli addetti dei Compro Oro. All’appuntamento hanno partecipato anche i gestori dell’esercizio coinvolto, che hanno raccontato quanto accaduto e le difficoltà nel gestire una situazione costruita per generare urgenza e timore. Il loro invito agli altri commercianti è di mantenere alta l’attenzione e di non assecondare richieste anomale, anche quando vengono presentate con modalità convincenti.

Roberto Femia, dirigente dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, ha spiegato che l’obiettivo dell’incontro era informare tutti gli addetti ai lavori sul fatto che le forze dell’ordine non chiedono il ritiro dei preziosi con queste modalità. La Questura ha sottolineato l’importanza della conoscenza per interrompere il meccanismo della truffa: se la vittima non collabora e non consegna beni o denaro, il raggiro non può andare a buon fine.

Femia ha inoltre ricordato che la polizia porta avanti da tempo campagne informative, in particolare rivolte agli anziani, con risultati considerati positivi. Nei giorni precedenti, secondo quanto riferito durante l’incontro, si sarebbero verificati 11 tentativi di truffa in una sola giornata, nessuno dei quali concluso con successo perché le persone coinvolte hanno riconosciuto l’inganno. La Questura invita ora anche i commercianti a verificare ogni richiesta sospetta attraverso i canali ufficiali e a non consegnare mai i propri preziosi sulla base di una semplice telefonata.