Paolo Sardelli presenterà alla libreria Feltrinelli di Lucca il romanzo Non solo medico. L’incontro è in programma lunedì 9 novembre alle 18 e sarà moderato da Paolo Citti, professore straordinario dell’Università Guglielmo Marconi di Pisa.
Il libro, pubblicato da Edizioni Progetto Cultura e in uscita il 24 ottobre, nasce dall’esperienza dell’autore, ex chirurgo toracico che ha lavorato per tutta la carriera nel servizio sanitario nazionale pubblico. L’intero ricavato dei diritti d’autore sarà devoluto a Medici senza frontiere.
Il medico che diventa paziente
Al centro della storia c’è Renato Severino, un anziano primario chirurgo che, durante un sogno notturno, si ritrova dall’altra parte del rapporto di cura: da medico diventa paziente. Nel nuovo ruolo perde progressivamente l’autorevolezza di cui godeva in corsia e sperimenta la difficoltà di essere ascoltato e riconosciuto nei propri bisogni.
La vicenda del protagonista non viene ricondotta alla colpa o alla negligenza dei singoli sanitari. Il romanzo la presenta piuttosto come il riflesso di un sistema segnato dai tagli alla spesa pubblica e dalla scarsità di personale, condizioni che costringono medici, infermieri e operatori a lavorare con tempi sempre più ridotti.
Le criticità del sistema sanitario
Secondo la prospettiva sviluppata nel libro, anche gli operatori sono vittime di una situazione che li sottopone a uno stress spesso insostenibile e non consente di dedicare alla cura il tempo necessario. L’empatia, osserva Sardelli, richiede infatti tempo per ascoltare, comprendere e prendersi cura delle persone.
Nel sogno di Severino emergono inoltre alcune perplessità sulla gestione del servizio sanitario nazionale, quando questa si fonda soltanto su criteri aziendali. Il protagonista riflette sulla precarietà della formazione in diverse scuole di specializzazione chirurgiche italiane e sui criteri meritocratici che regolano le carriere nella sanità pubblica.
Sardelli chiarisce che il romanzo non nasce con finalità politiche o di lucro, né intende individuare responsabili. L’obiettivo dichiarato è promuovere una riflessione sulle difficoltà della sanità pubblica e sulle conseguenze che ricadono sia sui malati sia su chi vi lavora, con l’eccezione di alcuni centri ospedalieri di eccellenza.