I gestori degli impianti aderenti a Faib Confesercenti Toscana esprimono apertura verso gli interventi destinati a ridurre il costo dei rifornimenti, ma chiedono che il peso economico delle misure non ricada sulla rete di vendita. La posizione è stata espressa dal presidente regionale dell’associazione, Federico Valacchi, a commento dell’iniziativa annunciata da Eni.
A partire da lunedì 28 settembre, la compagnia prevede infatti di applicare per un periodo iniziale di 30 giorni un tetto massimo ai prezzi dei carburanti commercializzati sulla rete Enilive: 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro al litro per il gasolio. Secondo Faib Confesercenti Toscana, la decisione va nella direzione indicata da tempo dalle organizzazioni dei gestori, ma rischia di trasferire sugli esercenti il costo della riduzione.
Il nodo dei margini
La questione centrale, secondo la categoria, riguarda la sostenibilità economica degli impianti. Il margine riconosciuto al gestore può ammontare a pochi centesimi al litro, una disponibilità ritenuta incompatibile con sconti di entità maggiore se questi dovessero essere finanziati direttamente dall’esercente. Faib ha recentemente sottoposto al Parlamento alcune proposte sul tema della formazione dei prezzi dei carburanti.
Valacchi sottolinea che l’iniziativa di Eni dimostrerebbe l’esistenza di margini per intervenire sul costo finale senza comprimere necessariamente il guadagno dei gestori. L’associazione si dichiara favorevole a ogni misura capace di alleggerire la spesa per famiglie e imprese, a condizione che l’onere economico venga sostenuto dai livelli della filiera con una maggiore capacità finanziaria.
Il presidente regionale di Faib invita inoltre a distinguere tra il valore esposto sulla colonnina e il reddito effettivo del benzinaio. Il prezzo pagato dall’automobilista, viene evidenziato, non coincide con il margine dell’esercente, che non disporrebbe delle risorse necessarie per assorbire autonomamente una riduzione di diversi centesimi al litro.
La richiesta alle compagnie
Per questo i benzinai di Confesercenti Toscana valutano positivamente la scelta di Eni soltanto nel caso in cui il costo dell’operazione venga assunto a monte e non scaricato sulla rete di distribuzione. L’auspicio espresso dall’associazione è che l’iniziativa non resti isolata e che anche altre compagnie prendano in considerazione interventi analoghi.
La richiesta conclusiva della categoria è mantenere l’obiettivo di ridurre la spesa per chi effettua il rifornimento, evitando però che i gestori siano costretti a vendere sotto costo un prodotto acquistato a un valore superiore. Secondo Faib, eventuali interventi dovrebbero concentrarsi sui segmenti della filiera che hanno la capacità economica di sostenere la riduzione.