Famiglie sfollate

A San Vito tempi incerti per il rientro dopo l’incendio

Bonifica e controlli strutturali precederanno il ritorno: sedici persone sono ospitate in due strutture di accoglienza.

A San Vito tempi incerti per il rientro dopo l’incendio

Restano ancora incerti i tempi per il rientro delle famiglie evacuate dalla palazzina di San Vito interessata dall’incendio della notte di giovedì. Prima di consentire agli abitanti di tornare nei propri appartamenti sarà necessario completare la bonifica del vano scale e svolgere una serie di verifiche sulla sicurezza degli alloggi.

A fare il punto sulla situazione è l’assessore al sociale Salvadore Bartolomei. Al momento, ha spiegato, non risultano danni strutturali rilevanti all’immobile. Restano però da chiarire le condizioni dell’appartamento situato sopra quello in cui si sono sviluppate le fiamme, con particolare attenzione alla tenuta del solaio. Saranno i saggi tecnici a stabilire quali abitazioni potranno essere dichiarate agibili.

Le verifiche dopo la bonifica

L’area è attualmente sottoposta a sequestro e, fino alla conclusione delle indagini, non sarà possibile procedere con tutti gli accertamenti necessari. Il primo intervento riguarderà quindi la bonifica del vano scale, affidata a un’impresa che avrebbe dovuto iniziare l’attività la mattina successiva. Solo al termine di questo passaggio, considerato indispensabile, sarà possibile definire tempi più precisi per almeno cinque delle sei famiglie ancora in attesa di rientrare.

Nella palazzina vivevano complessivamente nove nuclei familiari. Una donna coinvolta nell’episodio è ancora ricoverata in codice rosso all’ospedale di Cisanello, mentre un’altra famiglia ha scelto di sistemarsi temporaneamente a casa del figlio. Sei nuclei hanno trovato accoglienza alla Casa Pardini di viale Puccini, nel quartiere di Sant’Anna.

L’accoglienza nelle strutture

Al momento sono sedici gli sfollati ospitati alla Casa della Salute di viale Puccini. Qui vengono garantiti i servizi essenziali, dai pasti alle camere, con attenzione anche alle esigenze quotidiane emerse durante la permanenza lontano dalle abitazioni. Tra le richieste ci sono state tapparelle per la stanza di un bambino che fatica a dormire con la luce e un televisore per trascorrere le giornate.

Secondo quanto riferito da Flavio Castellano, uno degli sfollati, la gestione dei pasti è stata organizzata cercando di evitare sprechi e tenendo conto anche delle persone che, per ragioni culturali, non consumano determinati alimenti. Il clima, rispetto alle prime ore dopo il rogo, sarebbe migliorato, ma tra gli evacuati prevale la necessità di ricevere informazioni certe. La richiesta rivolta agli amministratori è di conoscere con precisione quando sarà possibile rientrare, senza indicazioni che potrebbero poi essere ulteriormente rinviate.