Il diritto all’abitare torna al centro del dibattito politico a Lucca. A sollevare il tema è il gruppo di opposizione Lucca è un grande noi, che chiede di riportare le politiche per la casa tra le priorità della prossima stagione amministrativa.
I numeri dell’edilizia pubblica
Secondo i dati citati dal gruppo, in città sono presenti 1.046 alloggi di edilizia residenziale pubblica, mentre i nuclei familiari inseriti nella graduatoria sono 526. Una situazione che, per l’opposizione, evidenzia la crescente difficoltà per molte persone e famiglie a trovare un’abitazione sostenibile.
Nel patrimonio pubblico risultano inoltre 57 appartamenti vuoti. Di questi, soltanto 14 sono pronti per l’assegnazione; altri dieci sono interessati da interventi di ristrutturazione, mentre 33 attendono ancora di essere recuperati. Per 25 alloggi, viene spiegato, non sarebbero al momento disponibili neppure le risorse necessarie per finanziare i lavori.
Il gruppo collega questi dati a un contesto segnato dalla difficoltà di trovare contratti di locazione di lunga durata, dall’aumento dei costi e dalla sostanziale stabilità degli stipendi. Da qui la domanda posta dall’opposizione: chi lavora, studia o cresce i propri figli a Lucca può ancora permettersi di vivere in città?
Le proposte dell’opposizione
Tra le richieste avanzate c’è la definizione di un programma pluriennale di manutenzione e recupero dell’Erp, sostenuto da risorse certe, obiettivi annuali e tempi di attuazione verificabili pubblicamente.
Per Lucca è un grande noi, tuttavia, l’edilizia residenziale pubblica da sola non è sufficiente. Il gruppo propone anche di aumentare l’offerta di abitazioni accessibili attraverso il recupero del patrimonio inutilizzato e il ritorno sul mercato degli affitti di lunga durata delle case oggi vuote o destinate ad altri utilizzi.
Tra le idee indicate figura inoltre un confronto tra proprietari e persone in cerca di un’abitazione, con il coinvolgimento di agenzie immobiliari e Terzo settore. Viene infine proposta la creazione di un fondo dedicato all’autonomia abitativa dei giovani, nell’ambito di una strategia più ampia sul tema della casa.