Luca Menesini, consigliere provinciale, interviene sul futuro del turismo a Lucca e critica la scelta di puntare sull’aumento dei flussi senza un progetto condiviso con la comunità. Secondo Menesini, rincorrere il turismo di massa è stato un errore e la città dovrebbe invece costruire un modello capace di conciliare attrattività, residenti e attività economiche locali.
La domanda da cui partire, sostiene il consigliere, è quale città si voglia costruire nei prossimi anni. I territori stanno attraversando trasformazioni difficili da arginare a livello comunale, ma che possono essere analizzate e indirizzate verso percorsi più compatibili con il benessere della popolazione. Menesini richiama una frase che, spiega, ripete spesso: i processi di cambiamento si gestiscono oppure si subiscono. In questo quadro, aggiunge, il Comune dispone di un ruolo importante, anche grazie alla legittimazione democratica.
Il confronto con la comunità
L’intervento nasce anche dalle riflessioni della consigliera comunale Chiara Martini e di Carlo Puddu, già operatore del settore turistico. Menesini ritiene che le loro posizioni abbiano individuato il nodo centrale per chi amministra: governare processi più ampi senza rassegnarsi, senza lasciar correre e senza cercare soltanto capri espiatori esterni.
Nel mirino finisce in particolare l’azione dell’amministrazione comunale di Lucca. Menesini sostiene che, negli ultimi anni, l’ente non si sia limitato ad accogliere la crescita turistica, ma l’abbia anche ricercata senza predisporre un piano in grado di integrarla con la storia, i bisogni e le aspettative dei residenti. Il passaggio dalla promozione dell’arrivo di tutti alla richiesta di puntare sulla qualità sarebbe avvenuto, a suo giudizio, quando gli effetti della crescita erano già evidenti.
Per il consigliere, la qualità della città era già presente nel tessuto delle attività artigiane, della ristorazione e dell’offerta turistica. Sarebbe quindi stato necessario avviare un percorso di condivisione e coprogettazione con commercianti, operatori dell’arte, della cultura e dello spettacolo, scuole, istituzioni e fondazioni. Menesini lamenta invece che diverse realtà locali siano state messe ai margini e che Lucca sia stata trasformata in una vetrina, senza un adeguato dialogo con chi la vive quotidianamente.
Affitti brevi e residenti
Tra i temi indicati c’è anche quello degli affitti brevi, regolati da una recente iniziativa della Commissione europea e gestiti in larga parte attraverso grandi piattaforme come Airbnb e Booking. Menesini collega questo fenomeno alla difficoltà, per molte famiglie lucchesi, di trovare abitazioni in locazione e chiede quali politiche si intendano adottare.
La presenza dei residenti, sottolinea, è essenziale per mantenere viva la città. In loro assenza, il commercio delle botteghe rischia di lasciare spazio alle grandi catene e il tessuto urbano può perdere identità. Menesini ritiene comunque possibile progettare un turismo più equilibrato, aperto al mondo e capace di convivere con la popolazione. Per farlo, conclude, servono un cambio di rotta e politiche costruite insieme agli attori sociali, culturali ed economici di Lucca.