Si chiude con la decisione del Consiglio di Stato il contenzioso sulla gestione della piscina comunale del Palazzetto dello Sport di via delle Tagliate, a Lucca. La Quinta Sezione di Palazzo Spada ha respinto il ricorso in appello presentato dall’Asd Circolo Nuoto Lucca, confermando la legittimità della decisione con cui l’amministrazione comunale aveva revocato la gara per l’affidamento triennale dell’impianto.
La sentenza, pubblicata il 24 settembre 2026, ha inoltre respinto le richieste di risarcimento e indennizzo avanzate dalla società sportiva. Il Circolo Nuoto Lucca, gestore uscente e seconda classificata nella procedura avviata nel 2023, aveva contestato la scelta dell’ente e chiesto un ristoro per la mancata aggiudicazione, il mancato profitto e la presunta responsabilità precontrattuale del Comune.
La revoca della gara
L’appalto ponte per il periodo 2023-2026 era stato inizialmente aggiudicato a Omega Sport. In seguito, il Tar della Toscana aveva annullato l’aggiudicazione dopo il ricorso presentato dal Circolo Nuoto Lucca. Successivamente il Comune aveva scelto di revocare in autotutela l’intera procedura, motivando il provvedimento con il cambiamento della situazione e con la necessità di procedere al programma di riqualificazione e potenziamento del complesso del Palasport.
Secondo i giudici amministrativi, le tempistiche e gli ingenti investimenti programmati per la ristrutturazione del complesso delle Tagliate rappresentavano ragioni di interesse pubblico prevalenti rispetto agli interessi dei soggetti privati coinvolti nella gara. La Quinta Sezione, presieduta da Diego Sabatino e con Gianluca Rovelli come consigliere estensore, ha ritenuto che l’amministrazione abbia esercitato la propria discrezionalità in modo idoneo, trasparente e privo di vizi logici.
Nessun risarcimento
Il Consiglio di Stato ha respinto integralmente anche la domanda economica del Circolo Nuoto Lucca. Nella pronuncia viene evidenziata l’assenza di elementi che dimostrino l’illegittimità della condotta del Comune e, allo stesso tempo, la mancanza di una prova concreta del pregiudizio economico lamentato dalla società sportiva.
I giudici hanno inoltre chiarito che le spese legali sostenute nei diversi gradi di giudizio non possono essere considerate voci di danno risarcibile. Con la decisione d’appello si conclude così il lungo contenzioso amministrativo sulla gestione della piscina e resta confermata la possibilità per il Comune di proseguire nella programmazione degli interventi pubblici sul Palazzetto dello Sport.