Saranno oltre 3mila le opere candidate da tutto il mondo alla prima edizione del Diversamente Film Festival, in programma domenica 11 ottobre al Principino di Viareggio. La manifestazione propone una giornata di proiezioni e premiazioni dedicata al racconto delle differenze e alla valorizzazione dell’inclusione attraverso il linguaggio cinematografico.
Il festival è ideato dal regista Lorenzo Simonini, che ne è anche il direttore artistico, e organizzato da K-Antares Aps, associazione presieduta da Karen Del Greco. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di dare spazio a cortometraggi, documentari e film di animazione capaci di affrontare i temi della disabilità, dell’identità, delle relazioni e della partecipazione.
Le proiezioni e le premiazioni
Il programma è articolato in una sezione italiana e in una internazionale. La mattina sarà dedicata alle opere provenienti dall’estero, mentre nel pomeriggio saranno proiettati e premiati i lavori selezionati per la competizione italiana. Accanto ai riconoscimenti principali sono previsti tre premi speciali dedicati al benessere, al cinema e all’inclusione.
La giuria sarà presieduta da Dino Angelaccio, esperto di accessibilità universale del ministero per le disabilità, e riunirà competenze provenienti dal mondo della cultura, del cinema, della musica e della progettazione inclusiva. La selezione punta a promuovere una rappresentazione più autentica e plurale delle persone, mettendo al centro le loro esperienze e il diritto a essere protagoniste del racconto.
Un progetto nato da percorsi inclusivi
Il Diversamente Film Festival prende forma dall’esperienza di K-Antares Aps, attiva dal 2013 nella realizzazione di percorsi artistici ed educativi inclusivi attraverso la musica, la recitazione e il linguaggio audiovisivo. L’associazione ha sviluppato il progetto con l’intento di utilizzare la produzione culturale come strumento di partecipazione e confronto.
L’iniziativa gode del patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Viareggio. Tra gli obiettivi dichiarati c’è quello di dare continuità a un modo di fare cultura nel quale le persone con disabilità non siano soltanto oggetto delle opere, ma anche interpreti e autrici delle proprie storie. Per l’assessora alla cultura Cristina Manetti, la partecipazione internazionale registrata dalla prima edizione conferma l’interesse verso forme di narrazione capaci di affrontare l’inclusione con linguaggi diversi.